A Marradi un'intera città sta difendendo l'ortofruttivola del Mugello e il lavoro delle donne. ItalCanditi ci ripensi: quella produzione non va spostata

Non è possibile da una parte affermare che rilancio del Paese e occupazione femminile vanno di pari passo e dall’altra sguarnire i territori di aziende d’eccellenza dove proprio l’80 per cento degli occupati è rappresentato da donne. È una contraddizione da cui il sistema d’impresa non può chiamarsi fuori.
Per questo è di forte rilevanza il messaggio che continua ad arrivare da Marradi, dove ormai l’intera cittadinanza sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ortofrutticola del Mugello presidiando giorno e notte l’azienda insieme alle maestranze, per un solo obiettivo: la difesa dell’azienda e della produzione che devono rimanere dove sono sempre state.

Quel presidio, quelle lavoratrici, quei lavoratori, difendendo la loro azienda e il loro territorio, rivendicano il valore sociale d’impresa.
Ad Andrea Bonomi e a ItalCanditi dico solo una cosa: la fabbrica dei marroni deve restare lì dov’è, non va spostata, continuando a produrre i marron glacé che hanno reso l’Ortofrutticola e Marradi famose nel mondo.
Un’azienda radicata da circa 40 anni in un territorio ne diviene parte integrante.
Un valore che nessun imprenditore può ignorare. Se l’obiettivo anche del Pnrr è il ripopolamento delle aree interne, non possiamo poi correre il rischio di sguarnirle, spostando altrove produzioni che hanno reso famosi quei luoghi e quei territori.
Le Istituzioni territoriali hanno già dichiarato la loro concreta disponibilità a un confronto fattivo, ciascuno secondo le proprie competenze, per evitare questa perdita: ci si sieda al tavolo evitando le prove di forza, e si individuino le soluzioni migliori per ampliare veramente, non a parole, il raggio d’azione dell’impresa e la produzione, con un Piano di riconversione che indichi con certezza garanzie sul futuro dell’occupazione e dell’azienda.