Cura del ferro, mobilità sostenibile, interoperabilità e intermodalità sono al centro degli interventi infrastrutturali per il Mezzogiorno e la Puglia che ci hanno visto al lavoro in questi mesi. Un impegno confortato dagli importanti risultati raggiunti.
Penso alla progettazione per i nuovi interventi di velocizzazione e potenziamento della Bologna-Lecce che partirà nei prossimi mesi grazie ai 5miliardi che abbiamo destinato nella Legge di bilancio, rafforzando gli investimenti già previsti e già vincolando nuovi investimenti con nuove risorse per 3miliardi 700milioni indicati nell’allegato Infrastrutture al Def; agli oltre 600milioni per il Nodo di Bari – Bari Nord, destinato a cambiare il volto della città e la qualità dei servizi ferroviari regionali; ai lavori di potenziamento tecnologico della Stazione Centrale di Bari; ai cantieri in corso sulla Napoli-Bari tutti nel pieno rispetto dei tempi previsti ma anche alla soluzione positiva, grazie a un Decreto del Governo, della prima fase del contenzioso che aveva bloccato la Variante Sud di Bari e penso al Commissariamento del Nodo Ferroviario di Bari Nord grazie alla terza fase dello Sblocca Cantieri per velocizzarne e semplificarne la realizzazione.
Il Mezzogiorno e la Puglia hanno aspettato anni le infrastrutture necessarie e determinanti per la vita delle comunità e delle imprese. Noi abbiamo fatto di tutto per recuperare il troppo tempo perso.
Siamo sempre stati convinti della necessità per il Paese e il Mezzogiorno di riavviare tutti i cantieri e gli investimenti rimasti fermi spesso anche per troppa burocrazia, e gli oltre cento commissariamenti avviati ci hanno dato ragione: le risorse c’erano ma erano bloccate. Un errore imperdonabile se pensiamo che a quanta occupazione qualificata è stata impedita tenendo ferme le opere, quelle grandi come quelle piccole.
Lo dico non a caso a Bari, dove penso alla scommessa vinta anche nel caso della rigenerazione urbana e della Qualità dell’abitare con le proposte ammesse al Programma e con il Progetto pilota finalizzato alla riorganizzazione dell’area vicina alla della stazione ferroviaria centrale come cerniera tra la parte antica della città e le aree più moderne e a cui il PinQua ha destinato 100milioni. Lo interpreto come il segno evidente di un Mezzogiorno capace di cogliere al volo le occasioni per la rigenerazione e l’innovazione urbana con una qualità dell’agire e una capacità di rispondere ai bisogni delle popolazioni sviluppando nuova qualità territoriale.