Il patto perverso di Conte Berlusconi e Salvini rischia di mandare il paese al macero. Suicida la linea di chi in tutti questi mesi non ha preso le distanze da Conte
Il patto perverso tra Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che ha costretto Mario Draghi a consegnare le dimissioni nella mani del Presidente Mattarella, fa uscire di scena l’unica persona la cui credibilità aveva consentito all’Italia di tornare a contare nei consessi internazionali ed espone il Paese a una crisi devastante mettendo seriamente a rischio e compromettendo il solo strumento che poteva realisticamente garantire una ripresa e un rilancio, mentre di nuovo ieri le notizie che arrivavano dal Senato e l’irresponsabilità di chi ha preferito il proprio tornaconto all’interesse nazionale hanno bruciato altri miliardi alla Borsa di Milano.
La cecità della discussione consumata ieri a Palazzo Madama è esemplare.
È esemplare l’arroccamento contro una linea di governo realmente riformatrice e liberale di chi aveva già deciso da tempo di mettere i bastoni tra le ruote al Presidente Draghi, perché non si può essere contemporaneamente governo e opposizione, come le vicende parlamentari del Ddl concorrenza mettono in chiaro perfettamente.
Chi per venti anni ha giocato con il finto liberalismo alla Berlusconi, costretto alla prova dei fatti non è stato in grado di reggere rifugiandosi in un corporativismo bieco e comunque non risolutivo.
Ed è esemplare, seppure suicida, anche la mancata presa di distanza da parte del Pd in tutti questi mesi verso Giuseppe Conte che ha consentito a Conte e ai suoi di determinare il destino del Governo Draghi mentre ancora ieri gli stessi ministri di quel partito restavano incredibilmente seduti tra i banchi del Governo senza avvertire alcuna vergogna e alcun disagio e senza aver avuto il coraggio di dimettersi.
Lealtà, responsabilità, dignità, coerenza: in un governo di unità nazionale sono queste le condizioni.
Chi le ha tradite dovrà renderne conto al Paese.
Oggi qualcuno immagina di avere già la vittoria in tasca. Ma non è per niente detto che i cittadini vorranno premiare chi in questo modo sta decretando tempi rovinosi per le famiglie e per le imprese con una crisi alimentare e una crisi energetica che nei prossimi mesi presenteranno conti salatissimi.