L'attuazione del PNRR una sfida enorme nel Mezzogiorno, banco di prova del patto intergenerazionale
Siamo alle prese con il Pnrr, il Sud ha a disposizione un'enorme mole di risorse. Sono tra quelli che per primi hanno parlato di sviluppo nazionale a trazione meridionale: ne sono convinta adesso come allora. Per questo credo che dovremmo smetterla di snocciolare numeri così grandi in modo celebrativo, come se fosse una benedizione, un risarcimento, o la grande occasione che aspettavamo ma riportarli a quello che sono: una prova difficilissima che può siglare ma anche mancare per sempre, e irreversibilmente, il patto intergenerazionale e un tempo nuovo per il Mezzogiorno.
La considero una sfida enorme contro tutti gli appetiti, gli egoismi, le furbizie e le pigrizie che spesso hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Penso per esempio a quanti ritengono che le risorse pubbliche siano qualcosa da mungere piuttosto che una messa alla prova della qualità sociale, imprenditoriale, politica, economica. O che siano utili a costruire clientela. In "Le colpe del Sud", Scamardella dice che in politica i tempi delle scelte, ovvero delle semine, e della raccolta, non sempre coincidono. E che quanto più incisive e di visione sono le scelte tanto più hanno bisogno di tempo per mostrare la loro efficacia. Questa è la difficoltà del riformismo, incalzato dalla voracità e velocità di tempi sempre più schiacciati sul presente. Non è la sola, perché il riformismo di nemici ne ha avuti e continua ad averne tanti. Non ultimo il massimalismo e quella forma di politica radical chic salottiera e autocelebrativa. Eppure proprio davanti alle macerie che il populismo rischia di lasciare dietro di sé, l’unica possibilità è proprio il riformismo: rimboccarsi le maniche, avere sguardo lungo e coraggio, non demordere, non avere paura di lavorare per costruire soluzioni. L’esatto contrario di sussidi e bonus senza un disegno strategico di sviluppo.