Per affrontare la crisi energetica all'Italia serve il coraggio delle scelte, non la demagogia populista

Era necessaria la Tap? Sì, lo era. Adesso nessuno ha dubbi. È necessario il rigassificatore a Piombino? Sì, lo è. Era necessaria la norma contro il caporalato? Sì, nel modo più assoluto sì, come lo è stata quella sulle regolarizzazioni per strappare all’invisibilità e a condizioni di lavoro umilianti e spesso disumane migliaia di uomini e donne, italiani e stranieri, difendendo il lavoro buono e le imprese che scommettono sulla qualità dei prodotti e sulla concorrenza leale per portare il mondo il made in italy.  La buona politica è questa: il coraggio dei sì necessari. Per questo io ho pagato un prezzo altissimo, che ha significato anche una limitazione della libertà personale, ma non mi sono fermata e non mi sono piegata.

Per impedire al nostro Paese una crisi energetica che metta a serissimo rischio i cittadini, soprattutto le fasce più fragili, le imprese, le dorsali produttive di eccellenza, le comunità, bisogna fare le scelte giuste adesso. Intervenire sui costi, sostenere le famiglie, ristorare le imprese è sacrosanto e necessario ma altrettanto necessarie sono le infrastrutture che consentono una autonomia energetica al nostro Paese. All’Italia serve il coraggio delle scelte, non la demagogia dei populisti.