Semplificazione e velocizzazione essenziali per eliminare opacità e discrezionalità e garantire l'interesse pubblico. Il lavoro è un diritto

Semplificazione e velocizzazione dei procedimenti sono elementi essenziali per garantire la realizzazione e l’attrazione degli investimenti nel nostro Paese e dunque nuova qualità territoriale, maggiore occupazione qualificata, ampliamento del mercato del lavoro.

C’è poi un elemento ulteriore per me determinante: semplificare e velocizzare norme e procedure equivale a garantire più trasparenza nei procedimenti amministrativi, centrali come periferici, maggiore tutela nella gestione delle risorse, meno opacità, più tutela delle imprese sane, dell’economia pulita, della concorrenza leale.

Una maggiore semplificazione e sburocratizzazione garantire di più l’interesse pubblico, che dovrebbe essere l’obiettivo prioritario di ogni procedimento amministrativo. È un punto dirimente, che parla al cuore dei ceti produttivi e delle imprese, e che punta a costruire un’alleanza forte con tutte quelle aziende che tengono insieme rispetto delle regole e competitività: non ci interesse chi vive all’ombra dell’opacità e chi, complice anche il malfunzionamento della pubblica amministrazione pesca spesso nel torbido, alimentando compiacenze ed economie deviate. Il lavoro, a maggior ragione quello che deriva dagli investimenti pubblici, è un diritto, non un favore.

Lo dico anche alla luce del lavoro svolto in Parlamento per conto del Governo sulla Legge delega Contratti pubblici, approvata definitivamente al Senato nel giugno scorso e dunque nei tempi previsti. Una Legge di impatto oltremodo rilevante, strategica per l’attuazione del Pnrr e una nuova qualità delle relazioni tra amministrazioni pubbliche e privati nel nostro Paese. Un lavoro di cui sono fiera, caratterizzato da un confronto parlamentare complesso, serrato, intenso, sempre di merito, senza lacerazioni, capace per questo stesso di migliorare e arricchire, grazie all’intreccio cogente tra semplificazione e sostenibilità, l’impianto del Governo, confermandolo nelle linee strategiche, e nel rispetto dei tempi indicati. E sono convinta che possa essere un buon riferimento anche per la discussione che segnerà il confronto parlamentare dei prossimi mesi sul Decreto attuativo e su altre riforme ugualmente determinanti.