Sul caro materiali già al lavoro per introdurre nuove ed efficienti strategie di compensazione

Un dato è certo: l’operato dell’Italia è legittimo e come Governo sosterremo la legittimità sotto il profilo eurounitario delle scelte contenute nel decreto 77 del 2021 in relazione alle procedure negoziate ed agli affidamenti sotto soglia. Si tratta infatti di disposizioni del tutto coerenti con le previsioni delle direttive e noi forniremo evidenza alla Commissione europea di questa coerenza. Con questa impostazione, gli Uffici sono già al lavoro.
Addentrandomi un attimo nello specifico, vorrei si prestasse molta attenzione su un rischio che l’indicazione della Commissione potrebbe innescare. Prevedere il cosiddetto subappalto a cascata significherebbe infatti frazionare le attività tra una miriade di operatori economici senza che gli stessi abbiano partecipato alla gara, in questo modo incrinando irreversibilmente il principio della necessaria qualificazione degli operatori economici e rendendo estremamente complesso il controllo delle stazioni appaltanti sia riguardo alla corretta esecuzione delle prestazioni sia in relazione ad una eventuale responsabilità che in questo modo verrebbe di fatto diluita tra una pluralità di soggetti.

Quanto a quello che ancora si può fare, siamo già al lavoro per introdurre nuove ed efficienti strategie di compensazione, anche guardando a quei modelli che rappresentano delle buone pratiche in campo europeo ed internazionale.

D’altra parte, uno dei temi fondamentali alla base della delega al Governo in materia di contratti pubblici riguarda infatti proprio l’introduzione dell’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi un meccanismo di revisione dei prezzi, per rendere il futuro codice più resiliente al verificarsi di eventi eccezionali ed in grado di rispondere efficacemente a crisi di portata globale, come quella che stiamo vivendo.